Auguri

Rubrica Metacarpi su Voce settimanale digitale del 6 novembre

Guarda un po' le vie che possono prendere certe tensioni interne alla Curia. Monsignor Francesco Cavina, vescovo emerito di Carpi, riceve da papa Leone XIV l'incarico di visitatore apostolico della parrocchia di Medjugorje, visitata ogni anno da migliaia di pellegrini per effetto delle misteriose apparizioni della Madonna. Il Vescovo di Carpi, monsignor Erio Castellucci, si affretta allora a invitare monsignor Cavina a una messa da tenersi in Cattedrale e celebrata dallo stesso monsignor Castellucci per far sentire al neo visitatore apostolico l'affetto nei suoi confronti della Chiesa di Carpi e accompagnare con la preghiera la sua missione in Bosnia-Erzegovina. Anche monsignor Ermenegildo Manicardi si dichiara "...contento che monsignor Cavina possa riprendere il suo ministero episcopale” dopo sette anni di attività “sulla base di un generoso impegno personale che abbiamo sperimentato instancabile”. Ma poi aggiunge che una nomina a tempo indeterminato e ad nutum Sanctae Ecclesiae rivela che l'incarico “...è affidato allo scopo non semplicemente di alleggerire un problema, ma per risolverlo alla radice”. Chiaro, no? Mentre Castellucci lo esalta con il conforto della preghiera e dell'affetto dei fedeli, Manicardi scarica su Cavina niente meno che la responsabilità di chiarire una volta per tutte se le misteriose apparizioni della Madonna di Medjugorje appartengano alla sfera del soprannaturale o del business dei souvenir: un intreccio ultraquarantennale di voci, pergamene, segreti e testimonianze dal quale nessun Pontefice è mai riuscito a districarsi. Non è proprio un augurio quello rivolto da Manicardi a un Vescovo fino a ieri laboriosamente disoccupato.