Cina

Rubrica Metacarpi su Voce settimanale digitale del 25 settembre

In assenza, almeno finora, di un resoconto della missione in Cina, dobbiamo accontentarci di alcune considerazioni flash rilasciate dal Sindaco, a margine dell'inaugurazione della nuova adduttrice dell'acquedotto. Considerazioni che potrebbero essere riassunte così: “In Cina è tutto perfetto, pulito, regolare, ordinato, funzionante, serio, tecnologicamente all'avanguardia, non c'è una cosa fuori posto. Ma francamente sono stato contento di rientrare in Italia”. E questo per un motivo preciso: lasciandosi andare in privato a qualche ammissione, un accompagnatore della delegazione avrebbe rivelato che non c'è alito, non c'è parola di critica anche solo sussurrata, che sfugga al rigidissimo controllo della polizia. Perfino un cenno vago rilasciato sul web, produce dopo qualche secondo la telefonata di un poliziotto che chiede spiegazioni. Ora, un bello spirito delle nostre parti si è spinto a commentare in anticipo il viaggio del Sindaco, chiedendogli se pensava di parlare con le autorità cinesi di libertà e diritti civili negati. Attribuendogli poteri di interlocuzione politica che né la Casa Bianca né Bruxelles né alcun Paese che intrattenga rapporti commerciali con la Cina si sognerebbe di scomodare. L'assenza di libertà, in Cina, è frutto di uno scambio con uno sviluppo dall'alto che produce e distribuisce benessere e ricchezza. Ma la libertà, e di questo ci accorgiamo solo quando manca, è anche facilità e leggerezza che diventano parte dell'indole di un popolo, ovunque uno si trovi. Entrando in un negozio o in un pubblico esercizio cinese qui da noi, avete mai visto il titolare sorridere?