Comunità, Metacarpi su Voce digitale del 17 marzo

Si delineano i contenuti della nuova  Casa della Comunità e spunta anche  qualche interrogativo. I comunicati  sottolineano la presenza nella struttura  del Consultorio familiare con lo  Spazio giovani, del Centro adolescenza  e dello Sportello sociale (porta  d’accesso ai Servizi sociali). Ma,  verrebbe da chiedersi, e la sanità?  Non è che cambiandone il nome,  da Casa della Salute a Casa della  Comunità, si è diluito un po’ troppo il  versante sanitario? È vero che, insieme  alla Cot e al Servizio di continuità  assistenziale, potrà ospitare anche  i medici associati che decideranno  di aprirvi i loro ambulatori: ma ci  saranno gli strumenti diagnostici, gli  specialisti che sanno usarli e, in una  parola, tutto quello che servirebbe  per alleggerire il Pronto soccorso  dall’assedio di richieste improprie,  raggruppabili nella categoria dei  codici bianchi? Non è che con questo  si voglia criticare l’ottica sociale,  indispensabile oggi per considerare  anche le patologie. Ma alla fine,  riuscendo a trovarli, servono medici,  oltre che sociologi e psicologi; infermieri,  oltre che assistenti sociali.