Secondo le note statistiche pubblicate dalla Provincia di Modena e illustrate dalle referenti dell'Associazione Gruppo Donne Giustizia e della Fondazione Futuro ETS del capoluogo, il tasso di disoccupazione femminile è sceso drasticamente in tre anni dall'8,2 per cento del 2023 al 4,5 per cento nel 2025. Gli esperti, hanno riportato le fonti di informazione locali, sottolineano però che questo calo non è dovuto solo a nuove assunzioni, ma anche a un "drenaggio" verso l'inattività. Sempre più donne smettono cioè di cercare lavoro a causa di barriere strutturali, per cui oggi, tre donne modenesi su dieci non studiano e non cercano più un’occupazione. Su queste barriere strutturali non viene sottolineato un aspetto specifico e non trascurabile: molte donne extra comunitarie (e non solo quelle che indossano il burqa) non ci pensano nemmeno a entrare nel mondo del lavoro, poiché bastano loro gli assegni percepiti per i figli (cui si aggiungono tutti i vantaggi per chi ha un Isee basso: contributi per affitti, bollette, sconti vari, social card, eccetera). Con tre figli campano discretamente senza bisogno di trovarsi un impiego. E siccome la loro percentuale aumenta costantemente rispetto al resto della popolazione il dato riportato si può leggere anche in quest'ottica. Che non è frutto di un pregiudizio, chiariamo subito, ma solo di attenzione alla realtà delle cose. (immagine creata con l'IA)