Fame

Rubrica Metacarpi su Voce settimanale digitale del 26 giugno

Le considerazioni del presidente Mario Ascari sulle difficoltà che sta incontrando a Carpi il ricambio generazionale all'interno della classe imprenditoriale e sulla evaporazione dello spirito imprenditoriale della città, diventa tanto più pregnante in quanto svolte da colui che guida la Fondazione, soggetto per eccellenza dedito alle erogazioni, vale a dire all'immissione nel territorio di linfa e risorse. Perché è come se dicesse: guardate che per quanti soldi si distribuiscano a scuola, sanità, servizi sociali, sport e cultura, per quante palestre, centri culturali e strutture collettive si finanzino, nessun contributo, nessun sostegno può far risorgere la voglia di intraprendere, di rischiare, di mettersi alla prova e di affrontare sacrifici e “gavette”. In una parola, quegli animal spirit di cui parla Adam Smith e che in un passato, ahinoi ormai remoto, fecero decollare Carpi. Per questo, serviranno certo i progetti scolastici e le start-up e magari un corso di laurea in Economia. Le teste, insomma. Ma servono anche voglia di riscatto sociale e carattere, la cosiddetta "fame”,  magari quella dei nuovi carpigiani. “Non si può restare ricchi e ignoranti per più di una generazione”, scrisse una volta Romano Prodi. Noi siamo già andati oltre. (nella foto, Adam Smith e Mario Ascari)