Nel definire la zona di Breganze (Vicenza) la "Silicon Valley dello sviluppo prodotto”, Renzo Rosso, fondatore di Diesel e numero uno della holding Otb, ha dichiarato al Corriere: «Ci sono nato, è una regione speciale. E più facile portare i manager a Milano, ma la nostra area è come una Silicon valley per i lavaggi, la tecnologia e i trattamenti”. Lavaggi, tecnologia, trattamenti, appunto. Aggiungiamo tintorie, tessiture, maglifici, stirerie, accessori, in una parola, la manifattura, e salta fuori Carpi. Vien da piangere, a vedere che altri distretti legati alla moda ce l'hanno fatta grazie a un imprenditore lungimirante e a un'impresa innovativa che è riuscita a fare del jeans un capo da indossare anche sui red carpet. Da noi, dopo la Silan di Renato Crotti che creava e trattava filati per mezzo mondo facendo lavorare una città intera, niente di simile a parte qualche pregevole eccezione, poco o niente in fatto di imprese trainanti e in grado di porre le basi di una continuità nello sviluppo di quella che un tempo era definita "capitale della maglieria”. Eppure, l'impresa di Rosso avrà incontrato le stesse difficoltà delle nostre, scontrandosi con costi fuori mercato, concorrenza dei paesi emergenti, necessità di ricorrere alla delocalizzazione, calo di potere d'acquisto sul mercato nazionale, perdite di sbocchi internazionali, fast-fashion e così via. Ma Breganze è sempre lì, che fa ancora trattamenti e lavaggi e che, aggiornandolo con la tecnologia, ha mantenuto il proprio potenziale manifatturiero. Ecco, il giorno in cui capiremo perché Breganze sì e Carpi no, scopriremo le ragioni del declino del nostro tessile. E magari salterà fuori qualcuno in grado di invertire la tendenza.