Protezioni

Rubrica Metacarpi su Voce digitale del 10 aprile

In un edificio, si stanno ricavando un centro diurno, alloggi per disabili e a una biblioteca e sale pubbliche. In un altro, 22 residenze per anziani e coppie giovani. Infine, gli spazi all'aperto, con una piazza, aree verdi e arredo urbano. Il tutto, per un costo di 18 milioni, 15 dei quali dal Pnrr, sarà consegnato alla città entro la primavera 2026. Sono i numeri della ex Corte di Fossoli, in fase di recupero. Tutto bello, tutto giusto: ma fa anche pensare. Insieme alla bretella di nord ovest, che ne costerà 15, è l'opera più imponente che si sta realizzando a Carpi da vent'anni a questa parte. Ed è anche quella che più riflette il momento di una città molto più ripiegata su se stessa e propensa a tutelare le proprie fragilità che a sostenere progetti di sviluppo. E' lo specchio di una comunità invecchiata, insomma: che sacrifica ogni altro obiettivo al proteggersi, in una logica del prendere e del pretendere, più che del dare, del distribuire risorse più che del crearne. Ne beneficerà, certo, una parte della popolazione al cui consenso non è stata insensibile la Giunta che operò questa scelta. Ma è prevedibile che l'impatto su Carpi sarà pari a zero, che non ci saranno ricadute e che alcuni nodi storici, come il passaggio a livello di via Roosevelt, resteranno irrisolti. Si fa come se non ci fosse un domani, si usa dire. Ma si può star certi che un domani ci sarà: più difficile immaginare quale.