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Rubrica Metacarpi su Voce settimanale digitale del 23 ottobre

Quando le false notizie di sommosse, assalti alle scuole, minacce di arrivi di violenti da Milano e Bologna circolano attraverso le piattaforme social perfino sugli smartphone degli studenti delle superiori di Carpi, spaventando ragazzi e famiglie, c'è di che riflettere sulla reale efficacia delle misure ossessivamente securitarie del Governo (parà della Folgore nelle strade di Milano, nuovi reati, carceri per gli under 18...). Ma anche sulle analisi intrise di ideologia e di sociologia di alcune componenti progressiste, quasi fosse possibile rimuovere dall'oggi al domani la cause profonde del malessere giovanile, l'assenza di dialogo con gli adulti, la percezione confusa di mancanza di futuro e l'attrazione per l'arraffo facile dei prodotti in vetrina e, per quanto riguarda i cosiddetti "italiani di seconda generazione”, la frattura con le culture d'origine e la marginalità rispetto alle comunità ospitanti. segue

Un po' di sano realismo porterebbe a concentrarsi sulla potenza raggiunta da piattaforme che riescono a trasformare una generazione in una gigantesca baby gang mossa soprattutto dal gioco, dallo spirito di emulazione e di gruppo e da un comune senso di esclusione, senza uno straccio di motivazione politica. Ecco perché, in attesa di rimediare alle "cause profonde”, piuttosto che cinquecento soldati sarebbe forse consigliabile impiegare cinquecento hacker, o nerd o “smanettoni” che dir si voglia, incaricati di arrivare intanto all'origine dei messaggi perfino con più facilità della Digos. E poi di veicolarne altri, di chi sa dialogare con i giovani, riportandoli al senso di realtà e del rischio e alla distinzione basica tra bene e male. Sul terreno algoritmico le piattaforme hanno costruito il loro immenso potere. E su questo terreno, piaccia o no, si gioca la prima sfida. (ph. Rsi)