Quando pensiamo ai buchi neri ci immaginiamo mostri di dimensioni colossali e che inghiottono tutto quello che capita a tiro della loro immensa forza di gravità. In realtà i buchi neri che nascono dal collasso gravitazionale di una stella alla fine del proprio ciclo vita non sono poi così grandi. Ad esempio, il nostro Sole, se diventasse un buco nero, avrebbe un raggio di soli tre chilometri: tutta la massa della nostra stella verrebbe compressa in una sfera grande più o meno come la nostra città. Se volessimo misurarla in chilogrammi dovremmo scrivere il numero 1 seguito da 31 zeri, una quantità immensa che rappresenta ben il 99 per cento di tutta la materia presente nel sistema solare. L’aspetto cruciale è che la forza di gravità di un simile oggetto non solo è spaventosamente alta, ma cambia anche molto rapidamente a seconda della distanza dal buco nero. Quindi, se cadessimo verso il suo centro in posizione verticale, la forza di gravità sui nostri piedi sarebbe centinaia di volte più potente di quella che agisce sulla nostra testa. Il nostro corpo verrebbe teso tra capo e piedi e si ridurrebbe letteralmente ad un filo, secondo il fenomeno chiamato “spaghettificazione” da Stephen Hawking nel suo celebre libro “Dal Big Bang ai buchi neri - Breve storia del tempo” (Ed. SuperPocket, 1998). Ovviamente tutto questo è estremamente ipotetico. Innanzitutto, il nostro sole è troppo piccolo e non diventerà mai un buco nero. E’ anche lecito dubitare che tra cinque miliardi di anni (quando il suo ciclo di stella arriverà a termine) noi saremo ancora qui a vederlo. D’altra parte sappiamo che l’universo è pieno di buchi neri. Da un decennio li osserviamo usando le onde gravitazionali, ovvero le vibrazioni dello spazio-tempo emesse da lontanissime collisioni tra buchi neri e che, anche se estremamente indebolite dalla distanza, riusciamo a vedere con i nostri strumenti. Tuttavia questi oggetti si trovano a milioni di anni luce da noi, il che significa che, anche viaggiando a velocità prossime a quelle della luce, impiegheremmo milioni di anni per arrivarci, rendendoli di fatto inaccessibili. Possiamo quindi stare ragionevolmente tranquilli: nessun essere umano si troverà nella condizione di essere orribilmente spaghettificato da un un buco nero.
3 Maggio 2025
Buchi neri e ''spaghettificazione''
La forza di gravità del buco nero è enorme e cambia a seconda della distanza. Da qui l'effetto spaghetto su un eventuale oggetto attrattoQuando pensiamo ai buchi neri ci immaginiamo mostri di dimensioni colossali e che inghiottono tutto quello che capita
L'accesso è riservato agli Abbonati
Se sei già abbonato, accedi per vedere l'articolo completo
Accedi
Accesso completo al sito, più l'
abbonamento digitale annuale
Vi permette di accedere a tutti i contenuti web di VOCE.it e di ricevere la newsletter quotidiana VoceCittà con le notizie del giorno, Voce settimanale digitale e Voce mensile digitale di approfondimento, direttamente al vostro indirizzo mail.
Costo Annuo 19,80 €
Abbonati
Accesso completo al sito, più l'
abbonamento digitale trimestrale
Vi permette di accedere a tutti i contenuti web di VOCE.it e di ricevere la newsletter quotidiana VoceCittà con le notizie del giorno, Voce settimanale digitale e Voce mensile digitale di approfondimento, direttamente al vostro indirizzo mail.
Costo Trimestrale 4,95 €
Abbonati