E con Zeus cominciò l'era del cosmo

Complice la figlia cinquenne che si è appassionata ai miti greci e un libro adatto alla sua età che li racconta mi sono ritrovato a leggerle alla sera, prima della nanna, come è nato l’universo secondo la narrazione di Teodosio (VII secolo A.C.). In quanto fisico e studioso della cosmologia ho trovato delle divertenti e a volte sorprendenti analogie tra la visione antica e quella moderna. Secondo i greci, prima del mondo come lo conosciamo esisteva un Chaos, una sorta di vuoto abissale senza ordine, né tempo. Nella Fisica contemporanea la teoria più diffusa sull’origine dell’universo prevede qualcosa di molto simile, ovvero uno stato chiamato “vuoto quantistico” che, se potessimo osservarlo da vicino, apparirebbe come un liquido in continua ebollizione ma senza nessun segno di evoluzione. Tuttavia, l’imprevedibilità del mondo quantistico fa sì che una delle tantissime bollicine di questo brodo quantistico possa, prima o poi, crescere con un tasso esponenziale e in maniera del tutto spontanea, generando una transizione da uno stato caotico e immutabile ad uno più ordinato e in evoluzione. Questo fenomeno viene chiamato, in termini moderni, inflazione cosmica ed è il punto di inizio del “Big Bang”, una sorta di immane esplosione cosmica che, 14 miliardi di anni fa, ha dato il via all’espansione cosmica tuttora in essere. Come idea, inflazione e Big Bang assomigliano moltissimo alla nascita spontanea dal Chaos di Gea (la Terra) e Urano (il Cielo Stellato), entità demiurgiche che daranno poi vita a tutti gli dei dell’Olimpo. Urano popola il firmamento di stelle: anche nella cosmologia moderna le stelle non sono sempre esistite ma hanno iniziato a formarsi circa 75 milioni di anni dopo il Big Bang. Le prime stelle che si sono accese nel nostro universo, prima totalmente buio, erano diverse da quelle che vediamo oggi: molto più grandi, contenevano solo idrogeno ed elio, i due tipi di atomi più leggeri formatisi anch’essi direttamente dopo il Big Bang. Essendo più grandi, il ciclo vita di queste stelle era breve e non ne esistono quindi più. Esse però hanno avuto un compito fondamentale in quanto hanno agito come giganteschi reattori nucleari che hanno cucinato elementi chimici più pesanti (dal litio, al carbonio, fino al ferro). Queste stelle primordiali hanno terminato il loro ciclo vita con esplosioni spettacolari (note come supernove) grazie alle quali i nuovi elementi si sono sparsi nel cosmo, formando i pianeti e, infine, la vita. segue

Tornando alla cosmogonia greca, da Urano e Gea nascono i Titani, i Ciclopi e i Centimani. Urano però non li vuole perché li considera entità mostruose e fa in modo che rimangano nascosti nelle profondità della terra, incarnate dal ventre stesso di Gea. Uno dei Titani, Crono, viene spronato da Gea a liberare i fratelli evirando il padre con una falce (questo però non era per fortuna scritto nel libro di mia figlia). Inizia così una nuova era sotto il dominio di Crono. Questa parte mi ricorda come si pensa siano nate le particelle elementari di cui è fatta tutta la materia, in particolare i protoni, i neutroni e gli elettroni che formano gli atomi. Dalla fisica fondamentale sappiamo che protoni e neutroni sono composti da elementi più piccoli chiamati quark. In condizioni normali i quark sono racchiusi in essi e non sono separabili. A temperature estremamente elevate (come quelle tipiche del Big Bang) i quark non possono più esistere. Secondo alcuni modelli (parlo di modelli perché a tali condizioni non riusciremo mai ad arrivarci in laboratorio) subito dopo il Big Bang l’universo era caldissimo e popolato da particelle primordiali, che chiameremo X. L’espansione dell’universo ne causò il raffreddamento e quando la temperatura scese sotto ad un certo valore, le particelle X decaddero generando i quark e, a temperature ancora più basse, neutroni e protoni (una storia simile ha prodotto anche gli elettroni). Le particelle X, scaturite direttamente dal Big Bang, portavano quindi già in seno quelle che vediamo oggi. segue

L’analogia con Urano che trattiene dentro Gea i figli fino ad un evento liberatore è intrigante: i figli di Gea sono come i quark, intrappolati nel suo ventre (ovvero le particelle X) e che si palesano grazie all’evento traumatico causato da Crono, identificabile con il calo della temperatura del cosmo. Crono, ossessionato dall’idea che i figli lo spodestino, li divora uno dopo l’altro tranne Zeus (il Giove romano) che riesce a sconfiggerlo e a spodestarlo. Con Zeus inizia l’era del Cosmo, che in greco antico (κόσμος) significa “ordine”, in contrasto con il Chaos iniziale. Zeus diviene il re dell’Olimpo e domina incontrastato gli eventi assegnando un compito preciso a tutte le altre divinità. Un po’ come quello che viene chiamato il modello standard delle particelle elementari che ne determina univocamente le proprietà e il ruolo che nel funzionamento del mondo che osserviamo. Zeus mette ordine tra gli dei e il modello standard mette ordine tra le particelle. A questo punto della storia mia figlia dorme già profondamente!