Da Tonelli a Vecchi Tonelli a Luciano Pavarotti: mezzo secolo di una scuola. Semplificare alla Vannacci

La notizia della nuova intitolazione del Conservatorio Vecchi-Tonelli a Luciano Pavarotti chiude una vicenda durata più di mezzo secolo. Ben pochi testimoni possono dunque ricordare oggi la battaglia dalle forti tinte municipalistiche che oppose le famiglie degli alunni iscritti ai corsi della vecchia scuola comunale "Antonio Tonelli”, propensi alla professionalizzazione, all'Amministrazione comunale, orientata invece verso l'educazione musicale di base. Fu una campagna senza speranza per ottenere il pareggiamento della scuola ai Conservatori, ignorando da un lato che le retribuzioni dei docenti, a carico del Comune, sarebbero strabordate, almeno fino alla trasformazione in Conservatorio. E dall'altro che mai il Ministero avrebbe consentito due Conservatori nella stessa provincia. Solo tre anni fa il conflitto è stato risolto con l'unificazione prima nell'Istituto pareggiato Vecchi-Tonelli, e poi con il suo riconoscimento come Conservatorio. Con l'intitolazione a Luciano Pavarotti, l'antica Scuola di Musica resiste a Carpi solo come sede di alcune aule in San Rocco, fino a che serviranno. E oggi quegli alunni saranno tutti, più o meno, over 65. Quando si dice che il tempo, alla fine, rimedia a tutto. segue


 

La ragione del successo televisivo dell'ex generale Roberto Vannacci? La individua per il sito Dagospia Carlo Freccero: è la semplificazione. Un esempio? Chiedono a Vannacci un commento su un suo deputato finito fuori strada con il Suv e trovato ubriaco alla prova del palloncino. "Ubriaco? Che cos'è per lei un ubriaco – chiede l'ex generale all'intervistatrice –? Uno a cui l'alcol ha annebbiato la mente, fino a renderlo incapace di intendere e di volere. Il tasso alcolemico di 0,5 grammi per litro di sangue è invece una convenzione, fissata per legge e non significa che uno sia ubriaco perché lo ha superato”. Vai a spiegargli che quel tasso è sì convenzionale, ma individuato scientificamente, e non arbitrariamente, come criterio per definire il limite oltre il quale alla guida si diventa pericolosi per sé e per gli altri. Troppo complicato, per i più: le spiegazioni semplici semplificano la vita, confermano nei pregiudizi e aumentano i consensi.