Non abbiamo francamente capito che cosa ci sia da festeggiare per i 14 miliardi di flessibilità (ovviamente, da restituire) concessi dall'Ue all'Italia per contenere gli effetti della crisi energetica. La Commissione ne ha vietato l'utilizzo per azioni contingenti come la compensazione per la riduzione delle accise sui carburanti, prescrivendone invece l'impiego in quegli investimenti sulle rinnovabili che evocano tanto il Green Deal contro il quale il Governo ha eretto un muro ideologico e che fanno intravvedere benefici nel lungo periodo e non certo a misura delle prossime elezioni politiche. Indifferenti a questo dettaglio, però, i ministri Adolfo Urso e Matteo Salvini hanno preso subito a litigare: il primo perché vorrebbe tradurre quelle risorse in bonus da 100 euro per le famiglie disagiate; il secondo perché teme che alla fine quei soldi finirebbero solo a immigrati. Quando si dice la lungimiranza e l'ampiezza di orizzonti: questo è il più genuino spirito democristiano. (ph. Dagospia)
Flessibilità euopea, rigidezze italiane. La destra contro il ''concertone'' del 2 Giugno.
Rubrica Settegiorni su Voce settimanale digitale del 5 giugno 2026
Restiamo a Roma. Sbuffa la premier Giorgia Meloni per non essere stata citata come prima Presidente del Consiglio donna nel discorso pronunciato da Paola Cortellesi in ricordo dell'ingresso delle donne in politica dal palco allestito per la Festa della Repubblica sul piazzale del Quirinale (se è per questo neanche Giuseppe Conte, primo ministro dell'era Covid, le viene fatto notare da un noto sito di gossip). Le fa eco l'intero schieramento di destra che assimila l'evento voluto del presidente Sergio Mattarella al "concertone” del Primo Maggio. Ecco: il giorno in cui la destra, in ambito culturale, proporrà qualche cosa di suo, anziché criticare gli altri e scatenarsi nelle nomine di suoi uomini alla guida dei principali istituti culturali, saluteremo l'evento come prova di una nuova egemonia sulla cultura.
A proposito del terribile episodio di Amendolara e della spietata esecuzione di quattro braccianti, sarebbe opportuno smetterla di parlare di "lavoratori invisibili” e cominciare e riferirsi ad "aziende” o a “padroni invisibili”.