Fossoli, il ministro Giuli, Forza Italia e il 25 Aprile

Rubrica Settegiorni su Voce settimanale digitale del 24 aprile 2026

L'invito a visitare il campo di Fossoli, rivolto dal Sindaco al ministro della Cultura, Alessandro Giuli, dopo che si è saputo del suo ruolo decisivo nel dietrofront del Governo sui tagli ai siti storici della Resistenza, lascia un po' perplessi. Non perché si tratti di una mossa sbagliata: stringere la mano e farsi amico un Ministro, date le italiche abitudini, è sempre meglio che mantenere distanze politico-ideologiche. Ecco: ma se poi questo si presenta in stivaloni e mise futurista come fece a Bologna, nel sopralluogo per la Garisenda; o in cappotto nero in pelle stile Gestapo, quando rese omaggio al monumento a Cristoforo Colombo a New York, come la mettiamo? Pur confidando nel caldo della bella stagione che renderebbe anacronistico quel tipo di abbigliamento, c'è pur sempre da temere che si presenti in outfit coloniale, modello Tripoli o Addis Abeba, con elegante sahariana indossata sopra la camicia nera. Di lino, ovviamente. (ph. Vanity Fair)

 

Restiamo in tema. Il Sindaco di Brisighella ha proibito all'Anpi di prendere la parola dal palco per i discorsi del 25 Aprile, in quanto associazione e non istituzione e per di più divisiva. In compenso, il Prefetto di Forlì ha vietato che Forza Nuova, il 25 Aprile, tenesse a Predappio un convegno sulla fine dell'antifascismo. Episodi piccoli, ma carichi di simbologie: quando la commemorazione di una fase storica assurge a religione e liturgia, è normale che proliferino le eresie, le scomuniche, le reciproche accuse e le rivendicazioni. Per questo verrebbe da applaudire i giovani di Forza Italia che per la prima volta, quest'anno, hanno deciso di partecipare alle celebrazioni della Resistenza. Il motivo? Non appartiene solo alla sinistra, ma è di tutti, perché da lì sono nate le regole della Repubblica, vale a dire la Costituzione. Ci voleva tanto?