Se stiamo ai partiti, piuttosto che ai Primi ministri al governo, i 1.413 giorni di durata al potere di Fratelli d'Italia con il governo Meloni sono niente rispetto ai 17mila 520 di permanenza della Democrazia Cristiana. Che a palazzo Chigi c'è stata ininterrottamente dall'aprile 1944, con l'ingresso nel governo Badoglio, all'aprile 1993, con la caduta del governo Amato. Dando un'occhiata sia all'uno che all'altro fenomeno di durata e prendendo atto dell'indole particolaristica degli Italiani, si direbbe che il segreto di una longevità governativa stia tutto in una parola: immobilità. Lo stare fermi è ben visibile nei "soli” quattro anni del governo Meloni, visto che non riusciamo a ricordarne una sola riforma. Un po' meno in quelli con la Dc che in 48 anni, complice l'evolversi dell'universo, qualche cosa è pur riuscita a farlo. La morale la trasse a suo tempo proprio la Buonanima che Meloni conserva cara almeno nell'inconscio: governare gli Italiani, dichiarò, non è difficile, è inutile. Basta, appunto, non far nulla e lasciar fare a loro, anche se poi dalla spontaneità può saltar fuori una qualche Buonanima 2.0, come oggi il Generale. segue