La trincea di Giorgia Meloni e la sicurezza urbana a Carpi

Rubrica Settegiorni su Voce digitale del 10 aprile

Poteva ammettere la gravità del momento e anche le nubi nerastre che incombono sul futuro, tra crisi energetica, prezzi dei carburanti che crescono carrello della spesa che cala, inflazione che sale divorando i maggiori stanziamenti per la sanità, la produttività di imprese senza innovazione che ristagna, la aziende acquistate da gruppi stranieri: il tutto sullo sfondo delle guerre che divampano in Ucraina e Golfo Persico. E magari, accantonando l'orgoglio di partito, sfidare le opposizione sul terreno della solidarietà nazionale, di una sospensione delle ostilità interne a fronte di tante incognite. Era questo che ci si aspettava dalla Presidente del Consiglio, nell'informativa al Parlamento e niente di questo è accaduto. Dimostrando soprattutto lo spirito di rivalsa di una che non si è ancora ripresa dalla scoppola del referendum, Meloni ha badato soprattutto a polemizzare con i leader dell'opposizione, a dedicarsi all'arte del comizio piuttosto che al ragionamento, a coltivare i tifosi della propria curva piuttosto che rivolgersi agli italiani tutti. Da una campagna all'altra: dopo quella del referendum, è entrata nella trincea della campagna per le elezioni del 2027, hanno osservato diversi editorialisti: che poi è il ruolo che le riesce meglio. Nel frattempo, ci sarebbe un Paese da guidare, ma che importa? Prima di tutto vengono il partito, il potere, le nomine degli amici negli enti di Stato. segue

 

Rientriamo in città. La prossima settimana, il Comune ha convocato all'Auditorium Loria un incontro pubblico con Gian Guido Nobili, responsabile regionale dell’area Sicurezza urbana e legalità e Davide Golfieri, comandante della Polizia locale su “Cittadinanza attiva e sicurezza urbana”. Si parlerà soprattutto di quel che è stato fatto, soprattutto con il Controllo di Vicinato. Ma non sarebbe male che ci fosse anche una parte analitica che spiegasse alla gente, specie ai non più giovanissimi, che è ora di smetterla con i confronti con la Carpi di una volta. Frutto di anni di retorica sull'isola felice, predicata soprattutto dalla sinistra, quel raffronto è diventato materia prima della destra, con la retorica del degrado e delle degenerazione. Un buon bagno di umiltà da parte del governo cittadino, in tutte le sue articolazioni politiche e organizzative, servirebbe quanto meno a prendere atto che Carpi, almeno sotto il profilo della sicurezza urbana, è come il resto del Nord Italia, con relative inquietudini giovanili, problemi legati all'immigrazione, quartieri o condomini ghetto, difficoltà per casa e lavoro. C'è una Carpi integrata, quella solitamente frequentata dagli amministratori pubblici, e un'altra che fa molta più fatica a sentirsi parte di una comunità. Non dovrebbe essere solo una presa d'atto rassegnata, ma un invito alla consapevolezza e alla conoscenza che servono per assumere decisioni corrette.