L'eliminazione dell'Italia dai Mondiali e le settimane di Donald Trump

Non è certo il problema più urgente del Paese, l'eliminazione per la terza volta consecutiva della nazionale di calcio dalla corsa per i Mondiali. Provate però a immaginare che cosa sarebbe accaduto se, come avvenne nel 1982, una nazionale apparentemente rabberciata, molto discussa, con pochi talenti e che rischiò di farsi eliminare dal Camerun, si fosse inopinatamente fatta largo, sorprendendo tutti alla Coppa del Mondo negli stadi di Messico, Canada e Stati Uniti. Ci sarebbe stata un'appropriazione sovranista dell'evento, con tutto il Governo a metterci su il cappello vantandolo come uno dei suoi tanti successi. Ma soprattutto avremmo rischiato di vedere in tribuna il Presidente del Senato, Ignazio La Russa, agitarsi in canottiera e saluto romano, a levare alta la sua voce roca nel cielo del New Jersey Stadium di New York. Così, invece, è cominciato il più italiano degli scaricabarile, nei corridoi e negli uffici del Foro Italico e del Coni a Roma dove sono tutti iscritti a Fratelli d'Italia.


 

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