Intervenendo a un dibattito sulla sanità alla Festa provinciale dell'Unità di Modena, l'ex Sindaco del capoluogo e oggi Presidente della Commissione regionale Sanità, Gian Carlo Muzzarelli, dopo aver sottolineato le specificità di Policlinico e Baggiovara, negando che si tratti di doppioni, ha delineato il sistema provinciale ospedaliero in questi termini: Policlinico e Baggiovara "...devono quindi agire come due pilastri della stessa strategia, in connessione con tutta la rete ospedaliera e territoriale della provincia: Pavullo, Sassuolo, Vignola, e gli altri presidi”. Non c'è niente da fare: per Muzzarelli, dopo che gli hanno bocciato l'idea dell'ospedale baricentrico per tutta l'Area Nord, Carpi, con l'attuale e il futuro Ramazzini, rientra fra le “varie ed eventuali”.
Restiamo in tema Feste dell'Unità. Quella nazionale di Reggio Emilia ha riservato applausi a Matteo Renzi, ma anche a Giuseppe Conte: e poi dicono che le idee confuse e le divisioni sono tutte ai vertici del partito.
Un contratto a tempo indeterminato, uno stipendio più alto, la garanzia di un'abitazione, un anno di formazione e per l'apprendimento dell'italiano. Così, hanno riportato diversi organi di informazione, l'azienda pubblica dei trasporti di Brescia, ricalcando quanto ha fatto la Calabria con i medici cubani, è riuscita a supplire alla cronica mancanza di autisti, arruolandone 28 in Tunisia, dopo aver diffuso in quel paese una sorta di bando di reclutamento. E se fosse questa la via di mezzo tra l'ideologia dell'integrazione cieca e quella dei respingimenti e degli imprigionamenti nei Cpr? Specie se i bandi, oltre a diffonderli nei paesi d'origine, fossero fatti circolare fra le comunità degli stranieri che sono già qui, durante i loro raduni o feste o riti collettivi, o nei negozi etnici o sulle panchine di piazza Martiri e negli assembramenti che al solo vederli la gente gira alla larga? Uno potrebbe obiettare: ma chi paga quell'anno di formazione a un mestiere e all'apprendimento della lingua o l'abitazione che non trovano nemmeno i nostri connazionali? Controdomanda: e chi ha pagato i Cpr che non funzionano in Albania o ha tirato fuori i soldi per far campare le cooperative sociali? Immediata la presa di posizione dei sindacati, che riassumiamo: la soluzione non affronta la questione principale, individuata nei bassi stipendi rispetto al carico di lavoro richiesto, per cui anche in questo caso, come accaduto in passato, dopo qualche anno i lavoratori scelgano di migrare verso il settore privato, dove le paghe sono più alte e il lavoro meno pesante. Ma che vadano, allora, se ritengono di migliorare. Intanto, c'è chi li sostituisce pur condividendo la stessa città e, presumibilmente, lo stesso costo della vita.