Settegiorni, Voce del 10 settembre

Qualcuno ricorderà l’apologo della “Scritta invincibile” di Brecht. Sotto il regime fascista, un prigioniero socialista scrive Viva Lenin! con una matita copiativa sul muro della cella. I secondini chiamano un imbianchino per cancellarla. E quello esegue con la calce, ma seguendo soltanto i caratteri per cui nella cella la scritta Viva Lenin! resta bella evidente, in bianco. Allora si rivolgono a un muratore, per scalpellarla via. Ma quello raschia una lettera dopo l’altra, seguendone il contorno, per cui il Viva Lenin! risalta ancora di più, inciso nella pietra. Alla fine, non restò che abbattere il muro. Fate i conti, ora, che la scritta Viva Lenin! siano gli scavi per la banda larga che la ditta Open Fibra sta eseguendo su tutte le strade di Carpi. Le hanno ricoperte a loro spese con un composto che diventa rosa. Giusto per segnalare il tracciato a chi, sempre a loro spese, lo dovrà cancellare con il bitume. Vi sarà sovrapposta così una striscia che eliminerà il rosa, ma resterà come traccia fresca e visibile sull’asfalto precedente. Alla fine, per uniformare il tutto, si dovrà abbattere il muro. Cioè, fuor di metafora, asfaltare di nuovo tutta la carreggiata. E questo toccherà invece al Comune pagarlo. Un po’ come i ponti usurati dai passaggi di camion e furgoni moltiplicati dall’e-commerce: mica la paga Amazon, la manutenzione.

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