Settegiorni, Voce del 15 gennaio 2021

Una volta era il Tar del Lazio, mitica autorità che assurgeva puntualmente a potere forte a fronte del potere politico debole. Ora va considerato anche il Tar dell’Emilia Romagna che, accogliendo l’ istanza di una ventina di genitori, decide di annullare un’ordinanza del Presidente della Regione in cui la riaper-tura delle scuole superiori era fissata al 25 gennaio. Lui, Bonaccini, sempre che l’Emilia-Romagna non finisca in zona rossa, si adegua: le sentenze non si discu-tono, dice, e annuncia la riapertura il 18 – ben sette giorni prima...– al 50 per cento. Interessanti le motivazioni del Tar avverse all’ordinanza: essa comprime, c’ è scritto, “ in maniera eccessiva”, “ immotivatamente” e “ ingiustificatamente” il “ diritto degli adolescenti a frequentare di persona la scuola quale luogo di istruzione e approfondimento...”. Senza contare che l’ordinanza trae linfa “ da una situazione epidemiologica che si riferirebbe comunque a un periodo tempo-rale durante il quale le scuole secondarie erano chiuse da tempo”. La Regione, per evitare assembramenti, avrebbe poi potuto “agire con misure che incidono a monte sul problema del trasporto pubblico”. Se a Roma non si danno una mossa sulla scuola, presto dovremo dire: subito ai giudici amministrativi le chiavi del governo. E la politica si trovi un altro lavoro.

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