Nei Consorzi a nostra insaputa

Succede ogni anno a inizio dell’estate. A proprietari di terreni e di fabbricati arriva il bollettino di Equitalia. Si deve pagare un tributo a enti di secondo grado, come i consorzi di bonifica. Che cos’è un consorzio? E’ un’unione di individui o di enti legati tra loro con doveri e diritti comuni. Così è scritto nei dizionari. Trattandosi di un’unione di individui è sottinteso che ogni socio abbia ottenuto il benestare all’iscrizione. Ma a quanto pare si trovano iscritte a un consorzio anche persone che non hanno presentato domanda di adesione. Così succede che arrivi un’ondata di proteste da parte di “gentili consorziati”. Sono tutt’altro che gentili e non si ritengono consorziati. Anzi, si ritengono vittime di sistemi borbonici calati dall’alto e non più tollerabili. Anni fa in Consiglio regionale fu presentata la proposta di abolire i consorzi di bonifica. Niente da fare: proposta bocciata. Anche i manifesti fatti affiggere da contestatori dei consorzi non produssero risultati. Adesso le ire dei contribuenti sono indirizzate ai politici di turno. Nel ruolo di Presidente della Provincia Gian Carlo Muzzarelli dovrebbe intervenire e imporre l’abolizione di regole arcaiche. E dove sono i difensori dei cittadini che sventolano bandiere a cinque stelle? Se ne riparlerà fra un anno, sempre a inizio dell’estate e sempre con l’accompagnamento di un’inutile ondata di proteste.  

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