rubrica Metacarpi su Voce mese di aprile e Voce digitale del 27 marzo
Che differenza tra le foto della soldata Jessica Foster, utilizzata da Donald Trump come influencer per l'arruolamento nelle forze armate Usa e quella dei volti stanchi con gli occhi pieni di una morte vista più di una volta da vicino degli assaltatori ucraini delle 225esima brigata, pubblicata dal Corriere della Sera. Là c'è una bionda Barbie in tuta mimetica, bellissima e levigata, che si fa selfie con Trump e Putin, Trump e Zelensky, esibisce i piedi nudi con le dita smaltate e la T-shirt aderente a solleticare i sogni erotici del popola Manga. Qui, invece, c'è sporcizia da trincee, volti stravolti dalla fatica, la stanchezza di dover uccidere “soldati russi che sembrano zombie” come confessano all'intervistatrice. E infatti si scopre che Jessica/Barbie è finta, costruita con l'AI, mentre quelli sono volti di una tragica verità. Mai come in queste due foto abbiamo visto riflessa la distanza tra l'idea della guerra in Ucraina di Trump e la sua verità: si direbbe che in mezzo c'è un oceano.