Nuoto

5 km di bronzo per Paltrinieri

Europei di fondo

Un bronzo dal peso specifico enorme. Intelligenza e reazione di un campionissimo. Dopo l'amaro quarto posto nella 10 km, Gregorio Paltrinieri è terzo nella cinque chilometri. Il 31enne carpigiano chiude in 55'44"7 al termine di una gara in rimonta prendendosi il podio alle spalle del tedesco Florian Wellbrock, oro in 55'40"2 e bis dopo la vittoria nella 10 chilometri, e dell'ungherese David Betlehem, argento in 55'42"6.

 

Una medaglia, quella di SuperGreg, costruita nell'ultimo giro quando cambia ritmo, recupera posizioni e arriva fino a insidiare Betlehem per l'argento negli ultimi metri. Il campione di tutto - tesserato per Fiamme Oro e Coopernuoto e allenato al Centro Federale di Ostia da Fabrizio Antonelli - conferma ancora una volta la sua capacità di lettura delle gare.

La gara si sviluppa sulla Senna, nel tratto della Île aux Cygnes a ovest della Tour Eiffel, con un percorso stretto che limita la possibilità di allargarsi e imporre il proprio ritmo. Tracciato dove la corrente si è rivelata molto meno intensa rispetto ai Giochi Olimpici. Anche la cinque chilometri prende subito una direzione veloce: il ritmo è alto fin dalle prime bracciate e il gruppo si allunga rapidamente. È Oliver Klemet a prendere l'iniziativa nelle prime fasi, portandosi al comando e imprimendo l'andatura. Alle sue spalle si sistemano Florian Wellbrock, Kristof Rasovszky e David Betlehem, con gli azzurri che restano nel gruppo di testa. Nel primo lato di ritorno Wellbrock passa a condurre la gara e continua a spingere, mentre le posizioni iniziano a cambiare. Nel secondo giro il tedesco mantiene il comando e prova ad aumentare il ritmo. Alle sue spalle si forma il gruppo degli inseguitori con Rasovszky, Olivier e Betlehem, mentre Gregorio Paltrinieri, Marcello Guidi e Domenico Acerenza restano agganciati alle posizioni di vertice. Nel terzo giro arriva il momento della selezione. Wellbrock aumenta ancora l'andatura e prova a fare il vuoto. In scia rimangono il francese Sacha Velly e David Betlehem, mentre tra il gruppo dei primi e gli inseguitori si apre un margine. Paltrinieri, però, non perde contatto e inizia la sua progressione. L'ultimo giro è quello della rimonta azzurra. Il carpigiano cambia passo, recupera terreno e si riporta sulle caviglie di Velly. Nel lato corto del percorso Paltrinieri affianca il francese e lo supera, conquistando la terza posizione. Davanti Wellbrock continua a guidare, con Betlehem al secondo posto. Paltrinieri prova ancora a chiudere il divario. Negli ultimi metri raggiunge l'ungherese, si affianca nella lotta per l'argento e tenta fino alla fine il sorpasso, ma Betlehem riesce a difendere la seconda posizione. Florian Wellbrock tocca per primo e conquista il titolo europeo in 55'40"2, seguito da David Betlehem in 55'42"6 e da Gregorio Paltrinieri in 55'44"7. Gli altri azzurri chiudono entrambi nella top six. Domenico Acerenza è quinto in 55'54"4. Marcello Guidi è sesto in 55'54"9.

"Ieri avevo il numero quattro e sono arrivato quarto, oggi avevo il tre e sono arrivato terzo". Inizia con una battuta il commento di Gregorio che poi prosegue: "È stata una gara durissima, in mezzo ho fatto sempre tanta fatica. Sapevo di essere forte nell'ultimo tratto e poi ho visto che riprendevo Velly. Ieri ho commesso errori più da persona che da atleta. Sono dei momenti in cui perdo un po' di fiducia e quei punti di riferimento per rimanere aggrappato alla gara".

"Me la posso ancora giocare - continua il carpigiano - È la prima medaglia nella Senna che prendo. Davanti a me ci sono due grandi atleti che stanno facendo la storia. Essere lì con loro è importante anche in una stagione nella quale non mi sono mai sentito benissimo. Forse questo minava un po' le mie sicurezze. Tuttavia me la sono giocata in tutte e due le gare alla fine".

Paltrinieri è un riferimento: "Tutti i piccoli che vengono mi dicono che ero e sono il loro idolo. Tutto quello che ho fatto ha alzato il livello di questo sport. Adesso si vede. È un livello altissimo, un livello da piscina, adesso in molti praticano la doppia specialità. È bello che ci sia questa competizione, io mi diverto ancora tanto". E in ottica Los Aggiunge conclude: "Uno deve essere cosciente di quali sono i propri punti di forza e i propri punti deboli. Non mi tiro fuori dai giochi. Ieri sono arrivato quarto nella dieci chilometri. C'è tempo di mettere a posto alcune cose...".

FONTE: Foto di Giorgio Scala e Andrea Staccioli / DBM