«Un'intensa attività di servizio con una forte impronta sociale che in poco meno di cinquant'anni ha fatto di Asppi, l'Associazione dei piccoli proprietari costituita nel 1978 a Carpi e da qui irradiatasi a Modena e provincia, un soggetto solido, autorevole, coerente con i propri principi fondativi e di assoluta affidabilità». É così che Francesco Lamandini, 65 anni, da dieci alla guida provinciale dell'Associazione intende fissarne l'identità, gli scopi e lo stato di salute, accertato peraltro dai 4mila soci che raggruppa, 600 dei quali solo a Carpi. É nata, Asppi, soprattutto come organizzazione di tutela degli interessi dei piccoli proprietari, ma non si è mai racchiusa all'interno di un rigido perimetro corporativo. Precisa infatti Lamandini, «Siamo un attore sempre pronto e disponibile a stipulare gli accordi territoriali previsti dalla legge allo scopo di promuovere canoni concordati e agevolati. La stessa, stragrande maggioranza dei nostri soci, direi l'85 per cento, ha promosso i canoni concordati. E da qui si capisce come la nostra missione sia quella di cercare un equilibrio nel mercato immobiliare, in modo che tutti i soggetti coinvolti, proprietari, inquilini e istituzioni ne risultino soddisfatti. Il che è perfettamente coerente con il nostro Dna sociale che è la mediazione fra gli interessi». É la stessa attitudine che ha portato Asppi a estendere anche ai condomini il proprio raggio d'azione, dando origine a una società di scopo, Casa srl, partecipata al 100 per cento dall'Associazione e al lavoro su un ambito che la società contemporanea ha reso particolarmente complesso. «E complesse sono divenute anche le dichiarazioni dei redditi dei nostri soci – sottolinea ancora Lamandini – che ci hanno indotti a istituire in Asppi anche un servizio fiscale. Molti possiedono case, appartamenti, negozi in più comuni o addirittura in province diverse. A questa diffusione territoriale, si aggiungono la varietà dei canoni (concordati, agevolati, con o senza cedolare secca) e i problemi legati alle successioni. Uno da solo non ce la fa e non ce la fanno neppure i Caf tradizionali». Anche così Asppi conferma la propria predisposizione all'apertura, all'aiuto e alla collaborazione: un suo connotato al quale non ha mai voluto rinunciare.
(ph. Dante Farricella)