Poco da commentare circa le cronache cittadine, tra ieri e oggi. Se non che deve essersi aperto un sordo quanto discreto confronto dentro il CdA del Gruppo Aimag circa la data di restituzione dell'acconto di 30 milioni di euro anticipati da Hera per il piano investimenti 2025-2028 della multiutility della Bassa, dopo che la Corte dei Conti ha emesso il proprio parere sfavorevole all'accordo con Hera. Pare si sia fissata la scadenza del 31 ottobre, ma ora i conti vanno fatti con le banche creditrici. segue
Quei trenta milioni da restituire a Hera. Mobilitazione per la Flotilla, tra inconfessate nostalgie boomer e commenti beceri
E' comunque un tema passato in secondo piano, quello del futuro di Aimag, perfino nell'attenzione di quel movimento d'opinione che è il comitato Carpi per la giustizia climatica e sociale, che della difesa di Aimag dalle grinfie capitalistiche di Hera aveva fatto finora una delle proprie bandiere. Tutto compreso delle drammatiche urgenze del presente, il Comitato si è associato alle altre sigle libertarie, sindacali e antifasciste nella promozione del presidio e corteo di questa sera alle 18 a Carpi (partenza dalla stazione ferroviaria) a sostegno della Global Sumud Flotilla, nonché alla sciopero generale proclamato per domani da Usb e Cgil. L'aspettativa inconfessata, ovviamente non solo del Comitato e dei promotori carpigiani, rincuorata dalle manifestazioni di protesta di questi giorni in tutta Italia, è che Gaza possa rappresentare per la Generazione Z quello che fu il Vietnam per i loro nonni boomer. Ma per quanto sia assodato che, per prender piede, i sommovimenti politici hanno bisogno anche di idealità e visione e non solo di prosaiche riforme sanitarie, fiscali e pensionistiche, è difficile in questo caso credere che la scossa ideale abbia lo stesso effetto di sessant'anni fa. Intanto perché le Università americane sono state zittite e non si vede traccia di analoga mobilitazione pro Palestina fuori dai confini nazionali. segue
E poi perché nel frattempo, fra i giovani che manifestano, l'ultimo pensiero si direbbe quello di tradurre la visione in azione politica, almeno a giudicare dall'astensionismo. Con tutto questo, siamo fermamente per prendere le distanze dai commenti a volte davvero beceri indirizzati dai social nei confronti degli attivisti della Flotilla, rivelatori di un'acrimonia, di una povertà di argomenti e di una bassezza d'animo da farli ritenere dettati, più che da un'opposta visione politica, dal rimpianto inconfessato per una giovinezza che non si è saputa vivere con la stessa pienezza di quei volontari.